Il valore delle Caravelle: le monete da 500 lire d’argento più famose

Caravelle: Le monete da 500 lire d’argentoIl valore delle Caravelle: Le monete da 500 lire d’argento più famose
Il valore delle famose 500 Lire :
Valerio Saltari

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On 30 giugno 2017
Last modified:8 settembre 2017

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Spesso i clienti mi chiedono il valore delle vecchie 500 lire in argento, le "Caravelle". Hanno un valore numismatico? Sono rare? Scoprilo in questo articolo

Il valore delle Caravelle: Le monete da 500 lire d’argento più famose.

Poter fissare un momento storico su una moneta da 500 lire d’argento, è una delle più affascinanti possibilità che ci concede la Zecca di Stato con il conio di monete sia per il corso che per il collezionismo.

Ed è quello che è accaduto con quella che forse è la più famosa e la più bella moneta italiana, secondo tutti gli esperti di numismatica: la 500 lire “Caravelle” in argento.

le 500 Lire in argento caravelle

Le 500 lire Caravelle sono composte di argento 835/1000, pesano 11 grammi e hanno un diametro di 29mm: quindi ogni moneta contiene 9,185 grammi di argento fino, quotato quotidianamente dalla Borsa di Londra alla cifra che si può controllare qui.

Si tratta dell’unica moneta in argento 835 coniata dopo l’istituzione della Repubblica Italiana, che venne usata per circolare liberamente in economia e non per scopi celebrativi.

Spesso i clienti che me le portano mi chiedono se le caravelle hanno un qualche valore numismatico. Purtroppo la risposta è negativa, le 500 Lire in argento sono una moneta molto comune che tutt’ora si trova spesso in fondo ai cassetti dei mobili di famiglia. Il valore è dato ESCLUSIVAMENTE dal peso dell’argento che le compone. Ma c’è un’eccezione: una di queste monete, la famosa “Caravella di prova” del 1957 ha una storia così particolare, legata a un errore, che, a differenza di tutte le altre “monete sorelle”, le dona un valore altissimo.

Tutta la storia delle 500 lire Caravelle

La moneta di 500 lire “Caravelle” fu ideata e voluta dal Ministro del Tesoro, Sen. Giuseppe Medici per un nobile e preciso motivo: simboleggiare la ritrovata stabilità della lira italiana grazie al boom economico che tutto il paese stava finalmente vivendo dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Un’idea di stabilità e ricchezza che doveva passare per le mani di tutti i cittadini, anche perché erano proprio loro a contribuire a questa rinascita dell’economia, con il duro lavoro quotidiano.
Vediamo l’epoca: i Trattati di Roma del 1957 hanno accresciuto molto velocemente lo sviluppo industriale e le esportazioni, l’entrata nel mercato europeo, la migrazione della forza lavoro dal sud al nord Italia, dalle campagne alle industrie. Nelle case degli italiani entrano i primi elettrodomestici, la televisione, le automobili prodotte in serie e queste piccole ricchezze sono delle certezze per tutti. Una nuova moneta è l’oggetto perfetto per godersi questa rinnovata ricchezza popolare.
Il conio viene fatto iniziare proprio nel 1957 e il progetto affidato al maestro di conio Pietro Giampaoli, poi affiancato da Guido Veroi, di modo che il rovescio risulterà firmato dal primo e il dritto dal secondo. Il lato di Giampaoli raffigura un profilo di donna in abiti rinascimentali (ispirato alla moglie) e circondato dagli stemmi dei capoluoghi di provincia italiani.
Inizialmente, Giampaoli aveva ideato anche l’altro lato della moneta (con la raffigurazione di una rosa), ma venne scartato perché non rendeva bene l’idea che si voleva dare alla moneta. È qui che entra in scena Veroi con l’illuminazione che darà il nome alle 500 lire: le tre caravelle di Colombo. In linea con il concetto del busto di donna, cosa era meglio dell’immagine per eccellenza del rinascimento italiano, cioè Cristoforo Colombo e la scoperta dell’America a bordo delle sue caravelle? In fin dei conti, il boom economico italiano non era da intendersi proprio come una rinascita, un secondo Rinascimento? Erano nate le 500 lire Caravelle.

L’errore sulle 500 lire Caravelle: le bandiere controvento

Contemporaneamente all’avvio del conio, nel 1957, si chiudeva il mandato della legislatura di quegli anni. Il Ministro Medici ritenne simbolico ringraziare i parlamentari regalando a ciascuno una prova di conio della nuova moneta, per un totale di 1004 esemplari da non essere immessi in circolazione. Le differenze fra queste monete e quelle ufficialmente coniate dall’anno successivo sono: la scritta “prova” apportata in basso, la datazione riportata (1957), il disegno delle croci sulle vele, l’altezza dell’albero di mezzana delle caravelle, la scritta di contorno (Repubblica invece di Repvbblica) e… l’orientamento delle bandiere, posizionate controvento. Non bastavano la bellezza e il valore simbolico della moneta: un accesissimo dibattito interessò l’intera Italia alla fine del 1957, un dibattito che contribuì ad accrescere in modo vertiginoso il valore delle monete di prova, che da allora divennero ambitissime per i collezionisti.

500_lire_argento_caravelle_prova_controvento

Le 500 lire in argento “Caravelle” di prova. Una recente indagine della Finanza ha dimostrato che, in realtà, ne furono coniate più del numero ufficiale di 1004, arrivando anche a 2200 esemplari.

Per alcuni non si trattava di un vero e proprio errore, ma per il capitano di Marina Giusco di Calabria, le nuove monete riportavano un errore imperdonabile: le bandiere in cima agli alberi delle caravelle erano disposte controvento, rivolte verso la poppa. Non si poteva immettere in circolazione una moneta con un simile errore e furono interpellati molti esperti che, tuttavia, diedero opinioni contrastanti. Era un errore o no? Nemmeno le antiche stampe marinare risolsero il dubbio, poiché le stesse bandiere venivano raffigurate in tutte le posizioni. Per lo stesso ideatore Veroi, navigando di “gran liscio” e non di “bolina”, le bandiere potevano risultare controvento. Ma il dibattito fu così ampio che, al via del conio e dell’emissione ufficiali, nel 1958, si scelse di modificare la disposizione delle bandiere.
Le 500 lire Caravelle ufficiali furono coniate fino al 1964 e restarono in circolazione fino al 1967, quando vennero sostituite dalla banconota dello stesso valore. Negli anni successivi fu coniata solo per le confezioni della zecca a scopo collezione, fino al 2001. Sono considerate, in numismatica, monete molto comuni e spesso vengono portate nei ComproOro per essere vendute. Ma quanto valgono?

Il collezionismo e il valore delle 500 lire Caravelle

La domanda che ha portato il lettore su questo articolo è una sola:

quanto valgono le 500 lire Caravelle in mio possesso”?

Come scritto in precedenza, ad esclusione della rarissima “Controvento”, queste monete hanno hanno il solo valore quotato sul peso dell’argento fino che le compone che attualmente si aggira intorno ai 3-4€.
E le famose “Caravelle di prova” quanto valgono? Cifre da capogiro per una piccola monetina di 11 grammi: anche 10000€. Aprite il cofanetto dove avete conservato queste monete e guardatele una ad una: se avete la grandissima fortuna di trovare le bandierine controvento, allora correte da un numismatico. Altrimenti portatele da OroLive, in via Acciaioli 4, a Roma, dove monete di poco valore, ne assumeranno uno tutto nuovo per voi!

Spesso i clienti mi chiedono il valore delle vecchie 500 lire in argento, le "Caravelle". Hanno un valore numismatico? Sono rare? Scoprilo in questo articolo

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